MISERICORDIA-AGLIANA, CORRETTORE MORALE CERCASI

La sede della Misericordia di Agliana
La sede della Misericordia di Agliana

AGLIANA. Nell’ultima assemblea dei soci della Misericordia nessun punto all’ordine del giorno prevedeva la nomina della figura del correttore morale che, a termini di Statuto (vedi), è un “organo della Confraternita che partecipa con voto consultivo alle riunioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo, di cui diventa parte integrante”.

È passato un anno da quando andammo a parlare con il vescovo Mansueto per la “penose vicende” (fu Artioli a definirle così) della Misericordia di Agliana: le dimissioni di don Tofani ci furono il 31 dicembre scorso. Noi cercammo di nuovo di parlare con il vescovo, ma trovammo le porte chiuse: e ora che Mansueto se n’è andato sulle ali della carriera, abbiamo rivolto qualche domanda ai parroci della zona ipoteticamente compatibili con il delicato incarico, di cui pare che la Misericordia poco si cura e possa fare volentieri a meno.

Uno dei parroci ci ha detto: “Posso dire che Don Paolo non condivideva la filosofia della Misericordia, per questo si è dimesso… con un palazzo così, non è “Misericordia”! L’Artioli mi ha convocato e mi ha chiesto di fare il correttore, ma non ho accettato…  Ci sono degli obblighi impegnativi. Mi disse,  inoltre: anche se non verrai alle riunioni, non importa: basta che tu accètti l’incarico”.

Un altro sacerdote ci ha detto: “… la figura del Correttore della Misericordia è antica, oramai superata (evidentemente il prete ignorava il pensiero del vescovo Agostinelli Arcicorrettore delle Misericordie d’Italia – n.d.r.). Nessuno mi ha mai chiesto di assumere tale incarico”.

L’ultimo parroco si è espresso così: “…nessuno mi ha contattato, qualche parrocchiano mi ha chiesto informazioni ma niente altro”.

Qualcuno nel colloquio ha poi precisato che non conosceva bene la questione della sentenza del processo Misericordia-Mangoni e che voleva leggersi la sentenza per capire. Inoltre ci ha anche chiesto lumi sulla vicenda della sig.ra Adele, che a distanza di 16 mesi, non è ancora stata ammessa o respinta ed è rimasta senza risposta.

Ci ha perfino chiesto – forse un po’ingenuamente – perché don Paolo non sia intervenuto intercedendo in suo favore, quando era ancora correttore. Qualcuno ha anche dispensato alcuni “consigli pratici” generali per i giornalisti: “… dovete essere guidati dalla ricerca della Giustizia stando scritto: Beati coloro che cercano la Giustizia, perché di essi è il Regno dei cieli.” Lo stesso ha poi concluso con un auspicio – rapidamente smentito – dichiarandosi certo che l’incarico è stato già assegnato a uno dei suoi colleghi.

Ma la “patata bollente” del correttore è ancora lì: il vescovo Mansueto ascoltò anche l’altra campana, ma non dispose un bel niente in merito. Meglio non turbare il suo imminente transito a Roma per la cura dell’Azione Cattolica?

A questo punto dobbiamo scrivere a Francesco o sperare nell’intervento istituzionale di monsignor Agostinelli, presidente nazionale dei correttori morali delle Misericordie?

Potrebbe essere interessante. Anche per vedere quanta coerenza ci sia, nel mondo cattolico, tra parole e fatti…

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