MOVIDA? SÌ. MA I VIGILI NON CI STANNO

La Sala
La Sala

PISTOIA. Su piazza della Sala leggiamo:

Il Sulpl-Diccap (Sindacato di Polizia Locale) osserva, con attenta curiosità che, negli ultimi incontri tenuti tra l’Amministrazione Comunale di Pistoia, le Associazioni ed i Comitati coinvolti nella realtà notturna della movida del Centro Storico, sono emersi alcuni punti di interesse che, però, non sono attinenti alla realtà normativa italiana.

Nella bolgia notturna, l’Amministrazione Comunale intende impiegare la Polizia Municipale come “… polizia di prossimità a tutela del decoro e della quiete pubblica, in particolare nella città storica”, affermazioni giustissime e condivisibili, ma è opportuno considerare che le operatività richieste per le problematiche del Centro Storico ricadono nelle attività, proprie, di Pubblica Sicurezza.

Lo scrivente Sindacato di Polizia Locale evidenzia che, ai sensi degli articoli 3 e 5 della Legge 65/86 (Ordinamento della Polizia Municipale), la stessa svolge funzioni solamente “ausiliarie di pubblica sicurezza” e non assolutamente titolari come invece si vorrebbe intendere.

Questo è indicato, anche, dal D.Lgs. 112/98, dal cui articolo 159 si può essere riassumere che: la polizia locale si attiva e lavora al fine di evitare danni e pregiudizi che possono essere arrecati, alla comunità ed alle cose, dagli stessi consociati nello svolgimento di attività relative alle materie nelle quali vengono esercitate le competenze che lo Stato ha delegato alle Regioni e agli Enti Locali, ma con la particolarità che non devono concernere beni ed interessi tutelati in funzione dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica.

Il documento del Sulpl
Il documento del Sulpl

Pare, pertanto evidente che, la Polizia Municipale non può essere la protagonista primaria della movida notturna del Centro Storico, ma solamente secondaria e, pertanto, confidiamo che l’Amministrazione Comunale riveda l’impiego della Polizia Municipale facendola rientrare nelle proprie specifiche competenze con funzioni, pertanto, ausiliarie di pubblica sicurezza senza farla sconfinare in ambiti di intervento, propri, di altri organi di Polizia di Stato.

Lo scrivente Sindacato di Polizia Locale si sta battendo, da anni, per incentivare una riforma della categoria, in quanto la Legge 65/86 è veramente obsoleta, però molte proposte legislative giacciono dimenticate in un Parlamento non molto interessato. Quindi, fintanto che la Legge 65/86 non verrà aggiornata alle realtà del ventunesimo secolo, equiparando le Polizie Municipali Italiane alle altre Forze di Polizia di Stato, le Pm potranno fare ben poco per la sicurezza pubblica se non svolgere funzioni ausiliarie alle altre polizie nazionali.

Vogliamo ricordare che, ad oggi, gli agenti e gli ufficiali delle Polizie Municipali italiane sono parificati agli impiegati comunali senza tutele, protezioni e lasciandoli all’improvvisazione politica e tecnica, con l’intenzione, però, di far loro svolgere funzioni di polizia a tutto tondo.

La Segreteria Provinciale Diccap-Sulpl

Vedi anche: https://linealibera.online/un-codice-per-la-movida/

Lascia un commento